{"id":401,"date":"2025-01-17T21:21:26","date_gmt":"2025-01-17T21:21:26","guid":{"rendered":"https:\/\/claudiovarricchio.net\/blog\/?p=401"},"modified":"2025-06-05T13:25:57","modified_gmt":"2025-06-05T13:25:57","slug":"il-grande-inganno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/claudiovarricchio.net\/blog\/il-grande-inganno\/","title":{"rendered":"Il Grande Inganno"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"660\" height=\"439\" data-attachment-id=\"481\" data-permalink=\"https:\/\/claudiovarricchio.net\/blog\/il-grande-inganno\/sh\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?fit=2560%2C1703&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2560,1703\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"sh\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?fit=660%2C439&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh-1024x681.jpg?resize=660%2C439&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-481\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?resize=1024%2C681&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?resize=1536%2C1022&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?resize=2048%2C1362&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?w=1320 1320w, https:\/\/i0.wp.com\/claudiovarricchio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/sh.jpg?w=1980 1980w\" sizes=\"auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il grande inganno<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Internet ha aggiunto un filtro tra noi e la realt\u00e0. Polarizzando le opinioni e falsando la percezione dei fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 possibile catalogare l&#8217;informazione entro i termini della semplice dicotomia tra vero e falso. Esiste il concetto di incertezza. E a complicare il quadro ci sono i social, dove i contenuti diventano popolari in base a quanti like ricevono.<\/p>\n\n\n\n<p>Come impone il buonsenso, la rete (e tutto quello che ne deriva, dal web ai social, dalle app fino all&#8217;intelligenza artificiale) \u00e8 uno strumento. Uno strumento formidabile. In grado di farci accedere a conoscenza, informazione e cultura. Capace di demolire rendite di posizione; di denunciare scandali locali o internazionali; di rivoluzionare la conoscenza, far nascere o distruggere business e aziende; di consentire a molti di noi di continuare a lavorare (anche in presenza di una pandemia) e molto altro. Ma, come tutti gli strumenti potenti, deve essere maneggiato con cura. E, soprattutto, conosciuto, compreso. In particolare dopo un anno e mezzo vissuto praticamente sempre online a causa del coronavirus. Gran parte dei nostri comportamenti, del nostro mestiere, delle nostre relazioni, dei nostri consumi e delle nostre esternazioni sono, infatti, stati mediati dallo schermo di un dispositivo collegato a internet.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo ha fatto s\u00ec che ci rinchiudessimo ancora di pi\u00f9 in quella bolla che caratterizza i social media dalla loro nascita. Abbiamo vissuto all&#8217;interno delle nostre bolle che rispetto a dieci anni fa hanno delle pareti pi\u00f9 spesse, grazie ad algoritmi pi\u00f9 potenti. Oggi sono in grado di personalizzare sempre meglio l&#8217;offerta di contenuti e di informazione a cui veniamo sottoposti ogni volta che apriamo uno smartphone, un computer o una tv per leggere un articolo, ascoltare un podcast o della musica, oppure vedere una serie. Un esempio: basti pensare che i software di raccomandazione su Netflix sono responsabili del 75 per cento di ci\u00f2 che il pubblico guarda e rappresentano il motore che convince i clienti a mantenere attivo l&#8217;abbonamento. Dinamiche simili riguardano anche Instagram, TikTok, Spotify e Amazon. Finch\u00e9 consumiamo, il &#8220;danno&#8221; \u00e8 tutto sommato limitato. Ma ci sono maggiori pericoli quando dobbiamo costruirci un&#8217;opinione su un fatto e si passa dalla dimensione di consumatori a quella di cittadini. Per due motivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo ha a che fare con gli algoritmi che, consigliandoci contenuti in base ai nostri interessi, rischiano solo di rafforzare le convinzioni e al tempo stesso di sfavorire il confronto, il dialogo. La seconda ragione, invece, \u00e8 intrinsecamente legata a come sono strutturati i social network e le conversazioni che l\u00ec nascono. Infatti, dietro ai pollici alzati, ai cuoricini e alle varie emoji c&#8217;\u00e8 una modalit\u00e0 di discutere che ormai di frequente falsa la percezione della realt\u00e0, eliminando la complessit\u00e0 di cui \u00e8 fatta la vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Internet ha aggiunto un filtro tra noi e la realt\u00e0. Polarizzando le opinioni e falsando la percezione dei fatti. Non \u00e8 possibile catalogare l&#8217;informazione entro i termini della semplice dicotomia tra vero e falso. Esiste il concetto di incertezza. 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